Qual è la pianta più vecchia d’Italia? Ecco la data incredibile della sua nascita

Nell’incantevole scenario della Gallura, in Sardegna, si erge quello che è unanimemente riconosciuto come il più antico esemplare vegetale in Italia: un magnifico olivastro noto come S’Ozzastru. Questo antico Olea europaea custodisce una storia millenaria che si intreccia con le vicende delle prime grandi civiltà del Mediterraneo. Le sue radici risalgono a un’epoca antecedente la fondazione di Roma e persino alla comparsa della civiltà nuragica in Sardegna. Secondo accurate analisi scientifiche condotte dall’Università di Sassari, la sua età viene stimata in oltre 4.000 anni, rendendolo non solo il più vecchio d’Italia, ma uno degli alberi più antichi d’Europa.

Un testimone della storia millenaria

S’Ozzastru cresce a Luras, in località Santu Baltolu di Karana, all’interno di un’area protetta. La sua circonferenza raggiunge i 12 metri e la sua altezza supera gli 8 metri, dimensioni che ne testimoniano la stazza eccezionale per un olivastro selvatico. Quando questo albero prese a radicarsi sul suolo sardo, le piramidi d’Egitto erano già innalzate da alcuni secoli, i Sumeri dominavano la Mesopotamia e il Mediterraneo era ancora lontano dalla nascita della civiltà fenicia. La sua presenza trova eco nelle tradizioni popolari locali, dove le leggende spesso gli attribuiscono ruoli magici, come rifugio di spiriti o luogo di mistero temuto dagli antichi abitanti della zona.

Analisi scientifiche e datazione

La determinazione dell’età di S’Ozzastru si basa su indagini di dendrocronologia e su avanzate tecniche di analisi che, grazie alla collaborazione di botanici e archeologi, hanno permesso di stimare che la pianta sia germogliata tra il 2000 e il 1700 a.C. Questa straordinaria longevità rende i suoi anelli di crescita un vero archivio vivente degli eventi climatici e ambientali che hanno interessato il territorio sardo nell’arco di quattro millenni. Si tratta dunque di un vero e proprio “patriarca arboreo” che ha visto avvicendarsi popoli, culture e interi ecosistemi, sopravvivendo a guerre, mutamenti climatici ed eventi atmosferici estremi.

Caratteristiche di longevità e unicità

Le ragioni della straordinaria sopravvivenza di S’Ozzastru sono molteplici:

  • Specie robusta: L’olivastro è dotato di una costituzione eccezionalmente resistente agli attacchi di parassiti e alle malattie tipiche delle piante mediterranee.
  • Sistema radicale profondo: Le sue radici si insinuano nel terreno per decine di metri, assicurando l’accesso all’acqua anche nelle lunghe stagioni aride e contribuendo a una stabilità impressionante.
  • Adattamento climatico: L’olivo selvatico ha sviluppato una grande capacità di resistere a sbalzi di temperatura e a lunghi periodi di siccità tipici del clima mediterraneo.
  • Posizione privilegiata: Crescendo isolato e in una zona protetta, S’Ozzastru è stato relativamente al riparo da incendi, disboscamenti e attività antropiche potenzialmente distruttive.

Le sue dimensioni fanno impressione anche oggi: la circonferenza del tronco abbraccia un’area ampia, e la sua chioma si espande maestosa in tutte le direzioni. Attorno all’albero è stato costruito un recinto protettivo, con l’obiettivo di conservarlo per le future generazioni, visto che rappresenta un’irrinunciabile memoria storica, naturalistica e culturale per tutta la regione.

Confronti con altri giganti vegetali italiani

Nonostante S’Ozzastru sia unanimemente considerato il decano tra le piante italiane, vi sono altri esemplari di rilievo che meritano di essere menzionati per longevità e imponenza:

  • Italus, il pino loricato del Pollino: Scoperto nel 2017 nel Parco Nazionale del Pollino, in Calabria, questo esemplare di Pinus heldreichii ha un’età stimata di circa 1.230 anni. Nonostante il primato di età sia ampiamente superato da S’Ozzastru, Italus detiene invece il titolo di albero più antico d’Europa per quanto riguarda la sua specie specifica. Cresce sulla Sierra delle Ciavole a quasi 2000 metri di altitudine, in una posizione che lo protegge dai peggiori eventi atmosferici e dagli incendi.
  • Il Castagno dei Cento Cavalli: Sul versante orientale dell’Etna, in Sicilia, si trova questo straordinario castagno, la cui età, ancorché discussa, si aggira tra i 2.000 e i 4.000 anni. Legato a numerose leggende popolari, è considerato uno dei castagni più colossali e longevi al mondo.

L’Olivastro di Luras rimane, per unanime consenso scientifico, il più antico esemplare documentato nel territorio nazionale, oltre a rappresentare uno straordinario esempio di resilienza vegetale e ambientale.

Il valore simbolico e culturale

Per la Sardegna e l’Italia intera, S’Ozzastru costituisce un autentico patrimonio culturale e naturale. L’olivo è uno dei simboli archetipici del Mediterraneo, rappresentando pace, eternità, saggezza e tenacia. Intorno a questo antico albero sono nate numerose leggende, tradizioni popolari e riti, in parte legati al valore spirituale attribuito dalla cultura contadina a questi colossi della natura. La sua presenza è celebrata in numerosi racconti locali e negli itinerari turistico-culturali legati al territorio della Gallura. L’area circostante ospita anche antiche tombe megalitiche chiamate Dolmen, monumenti che testimoniano la continuità di un paesaggio sacro e profondamente radicato nella storia umana.

La tutela di S’Ozzastru è oggi una priorità condivisa da enti pubblici e associazioni ambientaliste, consapevoli che la perdita di un simile esemplare equivarrebbe a perdere una fetta irripetibile di memoria collettiva e biodiversità.

In definitiva, la data incredibile della nascita di questo esemplare si colloca oltre quattro millenni fa, proiettando S’Ozzastru nell’olimpo degli organismi più longevi della Terra. La sua storia si intreccia con quella dei popoli mediterranei, e la sua sopravvivenza continua a essere fonte di ispirazione, orgoglio e meraviglia, ricordando quanto la natura possa essere sorprendentemente resistente e, al tempo stesso, fragile.

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