Nel caso in cui si utilizzi un dispositivo di telepedaggio come il Telepass o simili su un’automobile di cui non si è proprietari – ovvero il dispositivo non è intestato al titolare del veicolo – si può incorrere in una serie di rischi contrattuali e sanzioni amministrative se non vengono rispettate le regole previste dal contratto di abbonamento e dal Codice della Strada. La pratica, molto diffusa soprattutto per comodità o convenienza, può sembrare innocua ma rischia di generare problemi tanto per chi usa il dispositivo quanto per chi lo ha sottoscritto.
Funzionamento del telepedaggio e abbinamento targa-dispositivo
Il servizio di telepedaggio prevede, nel suo funzionamento standard, che ogni dispositivo sia associato a una o più targhe specifiche su cui viene configurato. Questo significa che l’utilizzatore legittimo del servizio dovrebbe usare il Telepass solo sui veicoli esplicitamente registrati nel proprio contratto. Utilizzare il dispositivo su un’auto non registrata – quindi con una targa non abbinata sulla piattaforma telematica del gestore – costituisce una violazione delle condizioni contrattuali stabilite dal fornitore del servizio.
Nel caso del Telepass con piano base, ad esempio, è possibile registrare normalmente una sola targa per dispositivo, ed è espressamente indicato che solo quel veicolo può usufruire del servizio.
Possibili conseguenze in caso di dispositivo non intestato al proprietario
L’uso di un dispositivo di telepedaggio non intestato al proprietario dell’auto può comportare varie problematiche e sanzioni:
- Se il telepedaggio viene usato da un veicolo diverso da quello registrato, il sistema del concessionario autostradale potrebbe non riconoscere la targa in fase di uscita, generando uno sfasamento nella registrazione di ingresso e uscita. In questi casi, il titolare del dispositivo riceverà un addebito corrispondente all’intera tratta autostradale, indipendentemente dall’effettiva percorrenza.
- Questa situazione può portare all’invio di una multa per targa non registrata all’arrivo a casa, che prevede il pagamento dell’intero pedaggio e possibili sanzioni aggiuntive indicate dal gestore per la violazione delle regole d’uso.
- L’intestatario del dispositivo resta responsabile agli occhi del gestore e, in caso di irregolarità o contestazioni, dovrà presentare documentazione e autocertificazioni per dimostrare che il viaggio non è stato effettuato da lui, con possibili perdite di tempo e complicazioni burocratiche.
- Nel caso in cui il veicolo venga utilizzato per commettere un illecito, la responsabilità amministrativa o addirittura penale – come nei casi di truffa per elusione del pagamento dei pedaggi – ricadrà inizialmente sull’intestatario dal Pubblico registro automobilistico (PRA), che avrà l’onere di dimostrare che non era lui al volante in quel momento.
Responsabilità civile e amministrativa: cosa dice la normativa
Le responsabilità che derivano dall’utilizzo scorretto di un sistema di telepedaggio si dividono principalmente in due aree:
Responsabilità verso il gestore del servizio
Secondo il contratto di fornitura, l’utente è tenuto a rispettare le regole di abbinamento tra dispositivo e veicolo. L’uso su veicoli non registrati comporta la decadenza dalle agevolazioni e, in caso di mancato pagamento delle somme dovute, l’applicazione di penali e la possibile sospensione o rescissione del servizio.
Inoltre, per risolvere eventuali contestazioni, è spesso necessario inviare una autocertificazione, con la quale si attesta la correttezza del percorso e della targa utilizzata, e attendere tempi più lunghi per il rimborso o la rettifica degli addebiti, rispetto a un uso corretto del servizio.
Responsabilità verso le autorità amministrative
Nel caso in cui il telepedaggio venga usato per eludere il pagamento, oltre al pagamento del pedaggio maggiorato, si rischiano sanzioni amministrative multipli secondo il Codice della Strada. Nei casi più gravi, come quello di truffa (ad esempio accodandosi a un altro veicolo per sfruttare la sbarra aperta), la Corte di Cassazione ha stabilito che la colpa ricade sull’intestatario del veicolo che sarà chiamato a rispondere delle contestazioni, salvo che riesca a dimostrare in modo puntuale la sua estraneità ai fatti.
Buone pratiche e soluzioni in caso di esigenza temporanea
Per chi si trova nella necessità di utilizzare un telepedaggio temporaneo, ad esempio per un breve viaggio o durante le vacanze, è importante adeguare il proprio abbonamento o modificare momentaneamente la targa associata al dispositivo, laddove il gestore lo consenta. Attualmente molti operatori offrono pacchetti multi-veicolo o la possibilità di gestire le targhe tramite le rispettive piattaforme digitali.
Ecco alcuni consigli utili:
- Verificare le condizioni contrattuali e la possibilità di abbinare più targhe.
- Non utilizzare dispositivi intestati ad altri senza aggiornare i dati della targa associata.
- Controllare la corretta associazione tra targa e dispositivo prima di ogni viaggio sulle piattaforme ufficiali dei gestori.
- In caso di errore, procedere subito alla regolarizzazione della propria posizione, inviando autocertificazioni e segnalazioni agli uffici preposti.
- Non prestare il dispositivo a terzi se non sono registrati nel sistema, per evitare inconvenienti e responsabilità condivise.
L’utilizzo consapevole del telepedaggio e il rispetto delle regole evita complicazioni sia burocratiche che economiche, e garantisce che la responsabilità civile e amministrativa resti chiara e facilmente dimostrabile in caso di contestazione.