La gestione del denaro degli italiani è al centro di attenzione in un 2025 segnato da scelte sempre più complesse e consapevoli. Un recente studio condotto da Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Centro Einaudi fotografa una situazione inedita: oltre il 58% degli italiani risparmia, la percentuale più alta degli ultimi vent’anni. A spingere questa tendenza non è soltanto la paura dell’imprevisto, ma una crescente attenzione strategica agli obiettivi di vita personale e familiare. Tuttavia, molte delle abitudini più radicate risultano tuttora inappropriate rispetto ai più moderni principi di gestione finanziaria.
Dove vengono custoditi i risparmi: preferenze e novità
La maggior parte degli italiani sceglie modalità di risparmio tradizionali, privilegiando strumenti che trasmettono sicurezza, come il conto corrente bancario e il risparmio sotto forma di liquidità. Una quota significativa della popolazione, in particolare tra i cosiddetti risparmiatori “intenzionali”, comincia però a diversificare, indirizzando una parte dei risparmi verso investimenti immobiliari e altri strumenti finalizzati a obiettivi specifici come l’acquisto della casa o il sostegno dei figli.
Secondo l’ultima indagine, il 33,5% degli intervistati valuta favorevolmente strumenti a basso rischio come le obbligazioni a tasso fisso e la liquidità, mentre un altro 35% identifica nel mattone e nei beni rifugio le scelte vincenti in periodi di incertezza economica. La prudenza resta un leitmotiv: l’obiettivo primario è evitare rischi eccessivi piuttosto che massimizzare i rendimenti, evidenziando la preferenza italiana per la sicurezza rispetto alla crescita del patrimonio nel lungo periodo.
I principali errori di gestione finanziaria
Nonostante l’alto tasso di risparmio, le scelte compiute dagli italiani sono spesso viziate da alcuni errori ricorrenti, che ne riducono l’efficacia o, in alcuni casi, portano a risultati controproducenti. Analizzando i comportamenti più diffusi, emergono dieci errori principali:
- Ricerca ossessiva della sicurezza: Vi è una tendenza a evitare ogni forma di rischio, mantenendo eccessiva liquidità, spesso anche infruttifera e soggetta all’erosione dell’inflazione. Questa “paura” limita l’accesso a prodotti finanziari potenzialmente più redditizi.
- Indebitamento improprio: Molti italiani cadono in forme di debito non sostenibile, spesso per consumi o per investimenti poco ponderati, con conseguente esposizione a rischi di insolvenza.
- Tabù sul denaro: Parlare di soldi è ancora un argomento spesso evitato all’interno delle famiglie, ostacolando la diffusione di una cultura finanziaria che favorisca decisioni migliori.
- Scarsa mobilità lavorativa: L’immobilismo lavorativo e la riluttanza a cambiare impiego per migliorare il proprio reddito limitano la crescita finanziaria individuale.
- Paura eccessiva dell’impresa: In pochi sono disposti a investire in attività imprenditoriali, considerate troppo rischiose. Questo porta a rendimenti minori rispetto ad altri Paesi dalla maggiore propensione al rischio.
- Scarso focus sulla prevenzione: L’attenzione verso polizze assicurative, pensioni integrative o fondi sanitari è ancora modesta rispetto alla reale necessità futura di protezione.
- Ossessione per il breve termine: Molte decisioni sono motivate da esigenze immediate piuttosto che da una pianificazione di medio-lungo periodo, ostacolando la crescita del patrimonio.
- Poca condivisione familiare: La mancanza di dialogo sui temi economici con i membri della famiglia riduce la consapevolezza e lacera la trasmissione di una corretta educazione finanziaria.
- Mancanza di generazione della ricchezza: Mancano percorsi strutturati per creare e tramandare ricchezza, preferendo una gestione parcellizzata del patrimonio.
- Bassa alfabetizzazione finanziaria: La scarsa conoscenza di concetti come diversificazione e rischio porta a scelte poco lungimiranti e a una vulnerabilità finanziaria ampliata.
Il ruolo della terza età e i cambiamenti generazionali
Una delle novità più rilevanti messe in luce dagli ultimi studi è l’importanza crescente degli anziani all’interno dello scenario economico nazionale. Questa fascia di popolazione, indicata come Silver Age, si distingue per un approccio molto pragmatico e strategico al risparmio: molti senior, infatti, non solo risparmiano, ma investono attivamente per garantire il benessere dei figli e sostenere la famiglia, dimostrando una visione di lungo periodo.
L’incremento del risparmio in questa fascia viene alimentato anche da un desiderio di autonomia finanziaria nella vecchiaia e dalla volontà di sostenere le nuove generazioni. Non a caso, la pianificazione pensionistica entra tra le priorità, segno tangibile della maggiore attenzione per il futuro e della ricerca di soluzioni sicure e durature.
Sicurezza, prudenza e resilienza: le scelte nel contesto attuale
L’incertezza economica globale, insieme a un clima di fiducia oscillante, rappresenta il contesto in cui le famiglie italiane fanno le scelte più rilevanti sulle proprie disponibilità. L’indagine Confcommercio-Censis sottolinea un calo drastico dell’ottimismo economico rispetto agli anni precedenti, con quasi la metà delle famiglie che preferisce ridurre la spesa privata e accrescere la quota di denaro accantonata per gli imprevisti futuri.
Di fronte a questa situazione, si assiste a una crescita delle intenzioni di risparmio pur mantenendo una preferenza marcata per strumenti sicuri e comprensibili. L’inflazione e la volatilità dei mercati fanno sì che la propensione agli investimenti in beni rifugio, come il mattone o il capitale garantito, rimanga molto forte. Tuttavia, questa scelta, seppur rassicurante, può rivelarsi poco lungimirante in termini di crescita reale del patrimonio.
Nel complesso, la fotografia restituita dagli ultimi studi descrive un Paese in cui la consapevolezza finanziaria è in crescita, ma rimangono ancora ampie sacche di resistenza al cambiamento e alla modernizzazione delle strategie di gestione del denaro. Le famiglie italiane sono sempre più attente, ma spesso prigioniere di una tradizione che privilegia la prudenza a scapito della progettualità e della generazione sistematica della ricchezza.
Le sfide per il futuro si giocano sulla capacità di apprendere dal passato, evitando gli errori più comuni grazie a un approccio più informato e dinamico nella scelta di dove, come e perché mettere da parte i propri risparmi.